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Monitoraggio continuo delle polveri PM 10 e PM 2.5

Perché le polveri PM10 e PM 2.5 devono essere monitorate?

Il monitoraggio delle polveri (particolato) PM 10 e PM 2.5 è uno dei principali indicatori della qualità dell’aria. Le polveri sottili, infatti, data la loro natura chimica estremamente variabile, la capacità di essere trasportate a grande distanza dal punto di emissione e la possibilità di penetrare nell’apparato respiratorio, rappresentano uno dei principali inquinanti sia dell’aria outdoor che dell’aria degli ambienti di lavoro, qualora in essi si svolgano delle operazioni in grado di generarle. Il carattere di parametro indicatore del particolato deriva anche dal fatto che esso può formarsi a causa di interazioni tra altri inquinanti presenti nell’aria e quindi la sua presenza può essere spettro della presenza di altri composti.

Il particolato può avere origine naturale (si pensi principalmente a pollini e spore dei vegetali) ma gran parte di esso deriva da attività antropiche, quali ad esempio riscaldamento degli edifici, traffico veicolare ed attività industriali. La pericolosità per la salute umana del particolato dipende dalla composizione e dalle dimensioni dello stesso. La composizione è estremamente varia e la pericolosità può essere dovuta sia alle sostanze che lo compongono, si pensi ai metalli pesanti sia a sostanze che possono essere adsorbite sulla superficie delle particelle. Per quanto riguarda le dimensioni in linea generale più le particelle sono piccole, quindi più riescono a penetrare in profondità nell’apparato respiratorio e più sono pericolose. Secondo questo principio il particolato PM 2.5, avente diametro aerodinamico inferiore o uguale ai 2,5 µm, è, in linea di principio, più pericoloso del particolato PM 10 che presenta diametro inferiore o uguale a 10 µm (è bene ricordare che il particolato PM 2.5 è una frazione del particolato PM 10 e che, da recenti studi, è stato dimostrato che in alcuni casi il particolato PM 2.5 rappresenta la quasi totalità delle polveri PM10).

Perché rivolgersi a Savi Laboratori per il monitoraggio continuo delle polveri PM 10 e PM 2.5?

Sul tutto il territorio nazione esiste una rete di centraline di monitoraggio dell’aria gestite dalle ARPA delle varie regioni (Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente). I dati raccolti sono pubblici, possono essere consultati dai vari siti internet e comprendono in molti casi le polveri PM 10 e PM 2.5.

Al di là di questo però vi sono delle attività particolarmente impattanti per la quali è richiesto redigere un piano di monitoraggio ambientale che tenga conto della di una valutazione della qualità dell’aria. Tra queste attività possiamo menzionare:

  • Cave e ambiti estrattive
  • Infrastrutture stradali e ferroviarie
  • Termovalorizzatori

Tra questi, portando ad esempio le Cave, il particolato PM 10 e PM 2.5 rappresenta il principale parametro da monitorare. La valutazione delle polveri deve essere fatta tenendo conto della situazione pregressa l’opera, scegliendo mediante opportuna valutazione i punti di monitoraggio e deve esser condotta per un periodo e attraverso con metodi previsti dalla normativa relativa alla qualità dell’aria.

Savi Laboratori & Service è in grado di fornire supporto per queste esigenze. Il laboratorio dispone di centraline sequenziali per il monitoraggio delle polveri, che possono essere posizionate nei punti di prelievo per tutto il periodo richiesto, consentendo il campionamento in continuo grazie ad un sistema di caricamento automatico dei filtri. Il personale del laboratorio è inoltre formato alla valutazione dei dati raccolti e alla stesura dei documenti richiesti dalla normativa.

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