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Caratterizzazione e Classificazione dei rifiuti

Cosa di intende per rifiuto?

La direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE) recepita nella legislazione nazionale negli allegati alla parte IV dell’allegati I del DLGS 152/2006 e s.m.i., definisce rifiuto “qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi”.

Chi effettua la classificazione dei rifiuti?

La classificazione dei rifiuti compete al produttore che, basandosi sul ciclo produttivo e sulle disposizioni contenute nella decisione 2000/532/CE (recepita nell’allegato D, allegati alla parte IV del 152/2006 e s.-m.i.), assegna ai proprio rifiuti un codice EER. Nel caso il codice EER (Elenco Europeo Rifiuti) risulti pericolo oppure a specchio il produttore può rivolgersi ad un laboratorio di analisi per le valutazioni di tipo chimico o merceologico atte definizione (o all’esclusione se possibile in caso di codici a specchio) di una o più caratteristiche di pericolo HP.

Come vengono caratterizzati i rifiuti?

Le linee guida sulla classificazione dei rifiuti (SNPA Sistema Nazionale Protezione Ambiente 24 2020) costituiscono un indispensabile compendio per la caratterizzazione dei rifiuti. La caratterizzazione dei rifiuti inizia con l’individuazione del codice EER (Elenco Europeo dei Rifiuti) da attribuire. È possibile attribuire ai rifiuti un codice EER seguendo la procedura individuata dal paragrafo “ELENCO DEI RIFIUTI” allegato alla decisione 2000/532/CE. Il punto di partenza è in ogni caso identificare la fonte che genera il rifiuto: il ciclo produttivo da cui ha origine. È possibile che un determinato impianto o stabilimento debba classificare i propri rifiuti con codici EER diversi a seconda del processo che li genera. Se il codice EER individuato corrisponde ad un rifiuto non pericolo assoluto la caratterizzazione può ritenersi conclusa a meno di ulteriori richieste da parte dello smaltitore (la classificazione potrebbe richiedere ulteriori indagini qualora si volesse valutare la possibilità di recupero del rifiuto stesso). Se, invece, il codice EER attribuito è un codice relativo a rifiuti pericolosi oppure se è un codice a specchio (ossia un codice che contempla sia la variante pericolosa che non) ulteriori indagini devono essere fatte per attribuire al rifiuto eventuali caratteristiche di pericolo. L’attribuzione delle caratteristiche di pericolo può richiedere valutazioni di tipo merceologico e analitico, oltre che inerenti al ciclo produttivo. Tali valutazioni seguono i criteri e, in caso, i valori limite specificati dall’allegato III alla direttiva 2008/98/CE, così come sostituito dall’allegato al regolamento 2014/1357/UE e dall’allegato al regolamento 2017/997/UE. Tale normativa comunitaria è stata recepita dalla normativa nazionale nel d.lgs. n. 152/2006 successivamente modificato per questo ambito dal decreto-legge n. 91/2017, convertito in legge dalla legge 123/2017.

Come classificare un rifiuto pericoloso?

A definire se un rifiuto è pericoloso o meno è il codice EER attribuitogli dal produttore in base al ciclo produttivo che lo genera. Se il codice EER è un pericoloso assoluto il rifiuto è pericoloso senza ulteriori precisazioni: andranno indagate le caratteristiche di pericolo HP per capire come il rifiuto debba essere trattato. Se il codice EER è un codice a specchio l’indagine delle caratteristiche di pericolo e dei POPs andrà ad attribuire la pericolosità (o meno) del rifiuto.

Cosa offre Savi Laboratori & Service?

Savi Laboratori & Service esegue analisi di caratterizzazione e classificazione dei rifiuti oltre a tutte le valutazioni necessarie per l’ammissibilità in discarica e/o la destinazione a impianti di recupero. Il personale formato del laboratorio è in grado di proporre pacchetti analitici per l’analisi dei rifiuti in base al codice EER fornito dal Cliente e a quella che sarà la destinazione finale per il rifiuto. Savi Laboratori & Service possiede strumentazione all’avanguardia per la determinazione di tutti i parametri richiesti dalla normativa vigente, nonché accreditamento Accredia per i parametri indicati dalle normative più utili ai Clienti. Dispone di vari tipi di mulini atti alla macinazione di ogni tipo di rifiuto, al fine di creare le aliquote rappresentative richieste dalle varie metodiche analitiche. Vengono inoltre eseguiti test di lisciviazione e cessione di vario tipo, in acqua ed in altri solventi, come previsto dalle normative vigenti e come richiesto dagli enti ai quali il Cliente vorrà conferire il rifiuto. Il laboratorio è inoltre Accreditato Accredia per la norma UNI 10802:2013 “Rifiuti – Campionamento manuale, preparazione del campione ed analisi degli eluati” (escl. Appendici A, B, C) ed esegue, oltre al campionamento Accreditato, valutazioni preliminari, sopraluoghi e piani di campionamento. Contattaci telefonando allo 0376 663917 o compila il form sul nostro sito per maggiori informazioni o richieste di preventivo.