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Caratterizzazione di CSS (Combustibili Solidi Secondari) e CDR (Combustibili Derivati da Rifiuti)

Cosa sono i CDR e i CSS?

Il CDR (combustibile derivato da rifiuti) rappresenta un rifiuto non pericoloso (definito dal codice CER 19.12.10 rifiuti combustibili – combustibile da rifiuti) utilizzato per il recupero di energia in impianti di incenerimento e co-incenerimento.

CSS (Combustibili solidi secondari) sono invece un materiale derivato da rifiuti che grazie ad una dichiarazione di conformità in relazione ai parametri previsti da decreto 24-02-12 n.22 cessa di essere un rifiuto e può essere venduto come combustibile.

Cosa prevedono la normativa e le norme tecniche?

Il Decreto 14 febbraio 2013, n. 22. “Regolamento recante disciplina della cessazione della qualifica di rifiuto di determinate tipologie di combustibili solidi secondari (CSS), ai sensi dell’articolo 184 -ter, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni” rientra nelle normative definite “End of Waste” ossia il gruppo di normative definiscono i criteri che permettono la cessazione della qualifica di rifiuto.

In particolare, secondo il decreto citato, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 184-ter del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, un sottolotto di combustibile solido secondario (CSS) cessa di essere qualificato come rifiuto con l’emissione della dichiarazione di conformità nel rispetto di quanto disposto all’articolo 8, comma 2.

La dichiarazione di conformità richiede la caratterizzazione del rifiuto secondo la norma UNI EN 15359:2011, recentemente sostituita dalla norma UNI EN ISO 21640 2021.

Il Decreto 14 febbraio 2013 riprende nell’allegato 1 la tabella 1 riportata nella norma UNI EN 15359 “Combustibili solidi secondari – Classificazione e specifiche” che classifica i CSS in cinque classi tenendo conto di tre parametri riconosciuti strategici:

  • PCI (Potere Calorifico Inferiore a volume costante) – parametro commerciale
    Più alto è il potere calorifico maggiore sarà il valore del prodotto essendo esso un combustibile
  • Contenuto di Cloro (Cl) – parametro di processo
    Il Cloro è presente nei materiali che costituiscono il CSS. La sua presenza durante la combustione può dar luogo a prodotti che riducono la durata degli impianti in cui il CSS è utilizzato.
  • Contenuto di Mercurio (Hg) – parametro ambientale
    Il Mercurio presente nel CSS potrebbe essere disperso nell’ambiente con i fumi della combustione. Meno Mercurio per Kcal potenziale è presente più rispettoso per l’ambiente sarà il prodotto.

Per la normativa è da classificare CSS-Combustibile esclusivamente il combustibile solido secondario (CSS) con PCI e Cl come definito dalle classi 1, 2, 3 e relative combinazioni, e per quanto riguarda l’Hg, come definito dalle classi 1 e 2. Quindi in Italia sono utilizzabili solo tre categorie di CSS-Combustibile.

La tabella 1 della norma UNI EN 15359 2011 è rivista dalla norma UNI EN ISO 21640 2021 (di recente pubblicazione – Luglio 2021) che nella tabella 2, pur mantenendo le stesse classi di classificazione, rivede al ribasso i valori limite per il contenuto di Mercurio Hg per le classi 3, 4, 5 (valori per altro non considerati dalla normativa italiana)

Il Decreto 14 Febbraio 2013 fissa, inoltre, nella tabella 2 dell’allegato 1, dei limiti per la media/mediana per i parametri chimifico fisici definiti nella parte 1 dell’Annex A della norma UNI EN 15359 2011: ceneri, umidità e metalli. Definisce inoltre un elenco di rifiuti non pericolosi non ammessi per la produzione del CSS combustibile.

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